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Giovanni Battista Fabricatore 1797Museo degli Strumenti Musicali di RomaL'organologia chitarristica di questi ultimi decenni sta incontrando un interesse sempre più vivo e generalizzato. Un interesse non solo "archeologico", ma volto alla riflessione sul suono e sulle dinamiche timbriche della chitarra, nei suoi momenti storici. Quindi, al testo musicale, si aggiunge questa preziosissima documentazione iconografica e organologica, nell'intento di ricostruire percorsi tra interpretazione e liuteria quali, ad esempio, potevano essere i collegamenti tra Giuliani o Sor e i loro liutai. Un ulteriore elemento di studio potrebbe certamente essere la recente visita che una delagazione del Conservatorio di Pesaro ha avuto al Museo degli Strumenti Musicali della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Roma. La delagazione era composta da Carlo A.Cecconi, Giovanni Seneca, Francesco Cuoghi, Claudio Caponi, Stefano Magliaro, Alessandra Benedetti (i primi cinque da sinistra nell'immagine). L'occasione è stata l'analisi organologica di uno strumento particolarmente pregiato di Giovanni Battista Fabricatore del 1797, inserito nel recente catalogo del Museo (n.558) e custodito nella Sala VI vetrina 5. In attesa della redazione finale del lavoro segnaliamo l'iniziativa includendo alcune referenze del Museo di Roma -- l'unico Museo Statale di Strumenti Musicali -- e una nota biografica di Giovanni Battista Fabricatore. Il Museo degli Strumenti Musicali è stato inaugurato il 27 marzo 1974 con sede in Piazza S. Croce in Gerusalemme a Roma. Il nucleo centrale del Museo è stato la collezione Gorga, figura fondamentale nella collezione degli strumenti musicali in Italia. Evan Gorga (1865-1957) iniziò l'attività come tenore e nella sua seppur breve carriera, ebbe gli elogi di compositori quali Giacomo Puccini (primo Rodolfo nella Bohème, Torino 1896). Ma, appunto, un'attività che abbandonò dopo solo 5 anni, e dal 1899 si dedicò interamente alle collezioni. Il biografo di Gorga, Luigi Pallottino, descrive come agli inizi del secolo occorrevano ben dieci appartamenti al Gorga per custodire il materiale acquistato. Una patrimonio e una quantità di materiale che richiedevano sforzi finanziari non indifferenti e che portarono al successivo intervento dello Stato italiano: prima come tutore del deposito degli strumenti (1929) e poi come proprietario, con la convenzione del 27 settembre 1949. A parte alcune mostre e ad alcune iniziative di Musei, l'intera collezione Gorga è rimasta per anni giacente in magazzini senza poter essere studiata e debitamente visionata. Soltanto dal 1974, con la realizzazione del Museo degli Strumenti Musicali, è possibile capire quanto sia stata importante la figura del Gorga per la collezione degli strumenti musicali. Recentemente è stato pubblicato il catalogo del Museo ( La Galleria Armonica Catalogo del Museo degli strumenti musicali di Roma, a cura di Luisa Cervelli, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 1994 ) ma molto rimane da fare: "Infatti, poco più di 900 pezzi sono esposti, ma altri 1400 circa attendono ancora. Oltre a ciò il Museo è del tutto privo di servizi accessori e vitali quali gabinetti di restauro, acustica, fisica, fotogrammetria e fotografia". I Fabricatore insieme ai Vinaccia rappresentano indubbiamente la grande tradizione della liuteria chitarristica napoletana tra '700 e '800. Inoltre ricordiamo la famiglia Filano e Gaetano Gagliano (1770-1824), quast'ultimo ricordato soprattutto per la costruzione degli strumenti ad arco. La Scuola Napoletana, oltre alla pregevole fattura dei suoi strumenti, si impone per essere stata una delle più avanzate nella costruzione dello strumento esacorde. Ancora prima di Stadlman ritroviamo uno strumento di Antonio Vinaccia costruito addirittura nel 1764 - collezione privata Brescia diapason cm. 64,3 [E.Allorto 1990] -, quando la maggior parte dgli strumenti montavano la doppia corda. Lo strumento di Vinaccia citato è di particolare importanza anche in relazione alla Giovanni Battista Fabricatore del Museo di Roma: le decorazioni su tutta la tastiera, bordi della tavola armonica e buca sono perfettamente identici. Le notizie sulla famiglia Fabricatore (o Fabbricatore) sono state recentemente esposte da Giovanni Antonioni. Riprendendo il lavoro di Francesca Seller sugli editori napoletani, Antonioni ha ricostruito alcune fondamentali parentele dei Fabricatore (G.Antonioni, Dizionario dei costruttori di strumenti a pizzico dal XV al XX secolo, Turris Editrice, Cremona 1996). Innanzi tutto l'attività dei Fabricatore è stata anche quella di editori di musica, attività che si estende sino al sec. XIX. Giovanni Battista Fabricatore (Napoli, 1745 ca. - Napoli, post 1824), probabilmente figlio di Gennaro II, costruì chitarre e mandolini nel laboratorio, come mostrano le etichette delle sue chitarre, a Napoli in via S. Maria dell'Ajuto. Uno degli strumenti più datati, già citato nella tesi di Thomas F. Heck e custodito al Musikhistoriska Museet di Stoccolma, è del 1791 e riporta le caratteristiche generali degli strumenti napoletani. Ecco alcune analogie tra lo strumento di Stoccolma del 1791 e lo strumento del Museo di Roma del 1797, i dati sono contenuti: T. F. Heck, The birth of classical guitar and its cultivation in Vienna, reflected in career and compositions of Mauro Giuliani (d.1829), Diss. Yale Univesity, New Haven, Connecticut e il già menzionato La Galleria Armonica. Fabricatore 1791 Musikhistoriska Museet di Stoccolma: 11 tasti sulla tastiera, diapason cm 62.8, cassa armonica cm. 29,4 (basso) - cm.17,8 (centro) - cm.23.7 (alto). Fabricatore 1797 Museo degli Strumenti Musicali di Roma: 11 tasti sulla tastiera, diapason cm 62,5, cassa armonica cm. 26,8 (basso) - cm.14 (centro) - cm.23.7 (alto). Rimandiamo i nostri lettori alla visita diretta del Museo degli strumenti.
Museo degli Strumenti Musicali, Piazza S.Croce in Gerusalemme, 9/a. Apertura 9-13.30; dom. e fest.due entrate ad orari obbligatori h 9.15 e 11. Chiuso il lunedì. Per inf. tel. 06-7014796 |
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