La chitarra italiana della prima metà del Novecento: chitarristi-compositori e didatti

Mario Maccaferri G. Bellenghi Ruggero Chiesa
Carlo Munier Federico Bonvicini Romolo Ferrari
Fausto E. Ciurlo Abner Rossi Roberto Beccuti
Carlo Palladino Vincenzo Degni Giuseppe Farrauto
C. Lutzemberger Federico Orsolino Edoardo Caliendo
Mario Gangi Altri nomi Lista principale

La musica italiana per chitarra del XX secolo, chitarristi-compositori e didatti - parte 2

Mario Maccaferri

      Mario Maccaferri (1900-?) è forse stato il più noto allievo di L. Mozzani del primo periodo. Non seguì il maestro nella composizione ma preferì piuttosto restare un reputato liutaio di chitarre, o un "designer", come chiamato da Sue McCreadie, ed inoltre un famoso concertista. La sua fama era notevole a Londra, ove apparve per la prima volta nel 1931, "dopo i suoi enormi successi a Paris, Bruxelles, Milano e Antwerp" (testo estratto dal biglietto d'ingresso del suo concerto di Londra). Nel suo repertorio figurava usualmente "Feste Lariane" pubblicato da Mozzani. Emigrato in America dopo la seconda guerra mondiale, fu capace di progettare numerosi nuovi modelli di chitarre. Qui fondò una industria di materie plastiche, e costruì la chitarra che fu poi usata dal gypsy Django Reinhardt durante gli Anni Cinquanta.

      Fu pure il primo insegnante di grandi solisti quali Ida Presti e Len Williams (il padre del noto John).

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Giuseppe Bellenghi

Giuseppe Bellenghi (1844-1902) fu un chitarrista e compositore che fiorì nella seconda metà del secolo XIX. È qui riportato per essere stato il fondatore della Casa Editrice Forlivesi di Firenze, che storicamente è la prima casa editrice musicale ad interessarsi prevalentemente di chitarra (principalmente con le opere di Mario Castelnuovo-Tedesco).

Bellenghi nacque a Faenza come Luigi Mozzani, del quale fu amico e grande ammiratore.

Fece anche pubblicare un Metodo per chitarra edito da Forlivesi.

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Ruggero Chiesa

      Ruggero Chiesa nacque a Camogli (Genova) nel 1933 1993) fu dapprima allievo di Carlo Palladino, poi frequentò dal 1956 al 1960 i corsi di Alirio Diaz ed Emilio Pujol (vihuela) all'Accademia Chigiana di Siena, del quale poi prese il posto con i suoi celebri corsi di "Trascrizione dalle intavolatore" che durarono fino al 1992. Rinomato docente alla cattedra del conservatorio di Milano "G. Verdi", che tenne per oltre trent'anni; fu attento musicologo Deve essere ricordato come fondatore e direttore del periodico il Fronimo della casa editrice Suvini Zerboni che iniziò nel 1972, divenendo subito il punto di riferimento per studiosi di tutto il mondo.

      Tra i suoi allievi in conservatorio ed ai corsi di perfezionamento vi sono un gran numero di solisti ora rinomati a livello internazionale quali Roberto Pinciroli (Legnano, 1957), Emanuele Segre, Elena Casoli (Milano, 1960), Marco Riboni (Milano, 1959), Frédéric Zigante (Francia, 1961), Giuseppe Carrer (Treviso, 1970), e moltissimi altri.

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Carlo Munier

      Carlo Munier (1856-1911) fu mandolinista autodidatta e chitarrista, insegnante, nato a Firenze.

Fu autore di un fortunato metodo per chitarra (Scuola della chitarra op. 137), pubblicato da Ricordi, che ha avuto molte riedizioni ed ha composto numerose trascrizioni e pezzi originali, editi dagli editori fiorentini Lapini e Maurri.

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Federico Bonvicini

      Federico Bonvicini (1888-1957) fu allievo di Luigi Mozzani, esecutore, lutaio e compositore. Sposò il mezzo-soprano Maria Mazzanti.

      Le sue opere sono edite da Chiappino di Torino -- Fantasia, Festa al villaggio, Scherzo, Serenata, Tarantella, ecc. -- con il gusto dell'ultimo afflato romantico della scuola italiana.

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Romolo Ferrari

     Romolo Ferrari (1894-1959) fu un altro artefice della rinascita chitarristica nel nord Italia. Fu insegnante di contrabbasso e chitarra, si interessò alla storia della chitarra e si dedicò a tempo pieno all'organizzazione di concerti e manifestazioni per il suo strumento. Visse a Modena la sua vita, ove collezionò un'ampia biblioteca di musiche per chitarea, noto come "Fondo Ferrari". Fu il fondatore dell'Associazione Chitarristica "Mauro Giuliani" e del periodico "La Chitarra". Insegnò a suo figlio Ivano Ferrari, che morì prematuramete.

La sua musica apparve principalmente in vari periodici dell'epoca (Il Plettro, ...). Il suo lungo saggio sulla vita di Luigi Mozzani è tutt'oggi fondamentale per gli studi sul questo autore (cfr la bibliografia)

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Fausto Ciurlo

      Fausto Ernesto Ciurlo fu un noto studioso dell'organologia della chitarra e della sua costruzione, era laureato in ingegneria.

      Fu autore di un gran numero di articoli sul soggetto e sulle origini della chitarra e del liuto. Si dedicò alla liuteria introducendo varie innovazioni per quegli anni, quali il manico cavo e la chitarra quartitonale menzionata in bibliografia. Ona delle sue chitarre fu suonata in un vecchio LP registrato da Angelo Gilardino, che fu pure tra i suoi amici.

      Fu il primo presidente dell'AS.CH.IT. (l'Associazione Italiana di Chitarra), fondata nel 1960. Il suo unico brano per chitarra noto è Mattutino, edito da Bèrben.

      Suo insegnante ed amico fu Luigi L'Ecrivain, ma purtroppo non è rimasta traccia dei loro rapporti con questo musicista, che rimane ad oggi un nome quasi del tutto sconosciuto.

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Abner Rossi

      Abner Rossi nacque a Mantova nel 1908 e fu sempre attivo come insegnante a Milan, dove morì. Fu violoncellista per educazione e un ben noto chitarrista, sia classico che a plettro.

È autore di vari metodi per chitarra a plettro/jazz e classica, che hanno avuto varie riedizioni. Ha composto numerose trascrizioni e molti pezzi originali, tutte edite da Bèrben.

Opere principali di Abner Rossi

Allegro Vivace, Piccola Serenata [in Pagine Musicali, Bèrben], Ballata Antica, Concerto di Campane, Sera Mediterranea, Serata marchigiana [Bèrben], Contrappunto scherzoso [Bèrben], Impressioni Virgiliane (1981) [Carisch], Notturno in la minore [Bèrben], Pensieri d'autunno [Bèrben]

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Roberto Beccuti

      Roberto Beccuti (1910-1974) fu chitarrista autodidatta nato a Catania. Fu He was helped by the suggestions di Luigi Mozzani e Benvenuto Terzi.

      Pubblicò le sue opere presso gli editori Monzino, Bèrben e nel periodico La Chitarra; queste hanno per lo più un interesse storico.

Opere principali di Roberto Beccuti

Barcarola solitaria, La chitarra; Minuetto, Monzino & Garlandini; Notturno, Bèrben; Serenata Siciliana, La chitarra

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Cesare Lutzemberger

      Cesare Lutzemberger (1918), nacque nei pressi di Trento. Fu allievo di suo padre Lodovico (1885-1941), un noto chitarrista del tardo XIX secolo. I suoi figli Lodovico (1948) (come il nonno) e Maria Grazia (1951) seguirono la sua carriera di chitarristi. Tra i suoi allievi vi sono vari noti interpreti: Mario Benigni (1931) e Walter Zanetti.

      Cesare si esibì intensivamente in Italia e all'estero.

      Tra le sue opere più note per chitarra (tutte scritte tonalmente) ci sono Alba, Andantino in mi minore e Notte nell'oasi.

Opere maggiori edite:

Alba [Bèrben], Andantino in mi minore [Bèrben], Notte nell'oasi - Preludio astrale - Sonata in re maggiore - Sonatina - Tema in mi minore [in Concerto in miniatura] [Bèrben], Notturno - Preludio in re minore - Preludio in sol minore - Sonata in si minore [in Quattro composizioni, Bèrben]

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Federico Orsolino

      Federico Orsolino(1818) nacque a Genova. Inizialmente chitarrista autodidatta, fu allievo di Carlo Palladino, poi interprete e compositore.

      Cooperò con alcuni articoli al periodico "L'Arte chitarristica", legati alla diffusione della chitarra a sette corde (con il basso Re aggiunto), di cui fu il maggiore promotere.

      Curò l'edizione del ciclo de La Serra di Mario Barbieri di Torino.

      Tra le sue numerose opere, degne di menzione sono il Canone Retrogrado e alcune altre pagine edite edite per la casa viennese Hladky e Bèrben (Pensiero nostalgico, Capriccio napoletano ecc.), Zanibon e Pizzicato.

Opere principali di Federico Orsolino:

Canone Retrogrado (Bèrben), Capriccio (La cascatella) (Hladky), Capriccio napoletano (Farfisa), La Fontanella (chit. 7-corde) (Bèrben), Omaggio (Farfisa), Pensiero nostalgico (chit. 7-corde) (Bèrben), Piccole impressioni di campagna (Hladky), Soliloquio e scherzo (Zanibon), Tarantella (Bèrben), Toccata (Pizzicato)

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Carlo Palladino

      Carlo Palladino (1910-1995), fu uno degli ultimi allievi di Luigi Mozzani ai cui insegnamenti, che seguì a Bologna dal 1936 al 1940, rimase sempre fedele. Palladino divenne un celebre virtuoso di chitarra in Italia e all'estero (Basilea e Monaco), al punto da essere chiamato il "Segovia di Genova" (nonostante che fosse nato ad Annone d'Asti, in Piemonte). Differentemente da Benvenuto Terzi, Palladino ci ha lasciato alcune registrazioni (RAI, Radio di Basel e Monaco) che riescono a dare un saggio delle sue peculiarità artistiche: Bach e Rameau, Sor, Giuliani, de Visée Tarrega, Turina, moreover Aguado e Mozzani erano i suoi cavalli di battaglia.

      Si deve citare che he Palladino ricevette la prima cattedra di "chitarra" al conservatorio "Nicolò Paganini" di Genova dal 1970 al 1977 e operò intensamente per il pareggiamento dei diplomi in chitarra agli altri strumenti.

      Tra i suoi più noti allievi ci sono i due genovesi Federico Orsolino, ed il musicologo Ruggero Chiesa (il quale studiò con lui per 4 anni), poi il solista Pino Briasco ed il compositore Nilo Peraldo Bert.

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Eduardo Caliendo

      Eduardo Caliendo (1922) nacque a Napoli, fu allievo di Pasquale Serrano. Didatta, insegnò al liceo della sua città.

Tra le sue opere vi sono Due Preludi e Due Studi sul tremolo.

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Vincenzo Degni

     Vincenzo Degni fu un chitarrista autodidatta: nacque a Canosa (Bari), ma presto si trasferì in nord Italia. A Milano sviluppò un'intensa attività organizzativa fondando un'Associazione con associato un periodico ed un concorso internazionale "La conquista della chitarra classica" tenuto per molti anni alla mostra del "SIM" (Salone Internazionale Musica) di Milano, dagli Anni Ottanta. Nel suo vasto repertorio di studi e pezzi d'occasione, meritano di essere ricordati, oltre al suo metodo in più volumi, la Serenata all'antica (Bèrben) e un Fandanguillo (Curci), adatti principalmente come repertorio didattico e ricreativo.

Opere principali

Fandanguillo (Curci), Giga e Pavana (Metron), Moto perpetuo (Curci), Preludio (Ricordi), Serenata all'antica (Bèrben), Variazioni su uno studio di Aguado [in 3 composizioni classiche] (Curci)

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Mario Gangi

      Il romano Mario Gangi (1923) è stato allievo di suo padre Alfredo (1880-?), chitarrista, contrabbassista e pittore.
      Si diplomò in contrabbasso a Rome, eseguì per primo in Italia con l'Orchestra i Concerti di M. Giuliani ed Ennio Porrino, che registrò entrambi, poi Suoni Notturni e Nunc di Goffredo Petrassi rispettivamente al Festival Nuova Consonanza di Rome ed a quello di Musica Contemporanea a Venezia. I suoi LPs sono usciti per le etichette Cetra e R.C.A. Victor.

      Insegnò chitarra ai conservatori di Napoli (dal 1960) e poi a Roma (1965-67), succedendo a Benedetto di Ponio.

      Tra i suoi allievi si possono menzionare molti importanti interpreti (ed alcuni compositori) come Bruno Battisti d'Amario (1937), Carlo Carfagna, Maria Grazie Baccini (1939), Stefano Cardi (fratello del compositore non-chitarrista Mauro), Carlo Marchione (1964).

      Tra le sue opere per chitarra più note vi sono: Suite Italiana per 2 chitarre e Suite Spagnola per 2 chitarre, la La ronde folle per chitarra sola ed un gran numero di pezzi ispirati dagli stilemi folk oppure di jazz-blues.

Opere principali:

6 Pezzi Moderni [Ricordi], Fabulae (2 chit.) [Zanibon], Fiaba - Blues [Bèrben], For Charlie Parker [in 8 Pezzi di Autori Contemporanei, Ricordi], Incantevole [Bèrben], La ronde folle (Impressione) [Bèrben], Melodia abruzzese, Saltarello romano [in Raccolta di musiche, Bèrben], Ninna Nanna a Pabú [Bèrben], Suite Italiana (2 chit.) [Zanibon], Suite Spagnola (2 chit.) [Bèrben], Tarantella [Bèrben], Tre piccoli pezzi [Bèrben]

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Altri nomi

      Vi sono numerosi altri nomi di musicisti e chitarristi del primo Novecento che sono oggidel tutto scomparsi nella carta assorbente della storia della chitarra, per non dire della storia della musica, che in pratica mai si accorse di loro. Si può ricordare fra i primi il nome del romano Alfredo Enrico Loreti (1870-?), che visse a Zurigo, compose oltre 250 numeri di opus, tra cui molte per chitarra: tra queste una "Segoviana" (Hug & C., Zurich), un Bolero op. 241 e Speranza op. 252, edite dalle ed. Hofmeister.

      Tra gli altri compositore vi sono Giuseppe Ferri (1884-?), Andrea Ghirardenghi (?-1925) oggi completamente sconosciuti. Luciano Castagna, un altro chitarrista e compositore del primo 1900, publicò per Ricordi e Carish; ed Edoardo Cordero, un chitarrista di probabile origine argentina, pubblicò "Il Sogno", edita su il periodico di chitarra Il Plettro nel 1928. Luigi Desenzani (?) invece pubblicò le sue opere per l'editore Chiappino di Torino.

      Ma con questi siamo già arrivati agli anni seguenti il 1932 con la generazione di chitarristi e compositori nati nel pieno dell'epoca Segoviana, come Federico Moreno-Torroba e Manuel Ponce, in practica rappresentati in Italia da Mario Castelnuovo-Tedesco e pochi altri.

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Bibliografia

  1. Francesco Gorio, 1984: una conversazione con Ruggero Chiesa, in "il Fronimo" n. 96, pagg. 5-12, 1996
  2. F. Ciurlo, Cenni sulle ricerche delle origini etniche della chitarra e del liuto, in "il Fronimo" n.2, pagg. 16-24
  3. F. Ciurlo, La chitarra nella liuteria moderna, in "il Fronimo" n.6, pagg. 20-31
  4. F. Ciurlo, Chitarra quartitonale, in "il Fronimo" n.10, pagg. 25-26
  5. F. Ciurlo, Collaudo e classificazione delle chitarre, in "il Fronimo" n.14, pagg. 20-23
  6. F. Ciurlo, Il manico cavo nella chitarra, in "il Fronimo" n.18, pagg. 19-22
  7. Romolo Ferrari, "La vita e le opere di Mozzani" in "L'Arte Chitarristica" n. 1 to 10, 1947.
  8. Federico Orsolino, I nostri compositori: M. Barbieri, in "L'Arte Chitarristica" no.57-58 (1956), pagg. 12.
  9. Angelo Gilardino, Bella musica sulla tavolozza, in "Suonare News" no.16, 1997 pag. 35.
  10. Lena Kokkaliari, Intervista con Mario Gangi, in il Fronimo no. 90, pagg. 7-11, 1995
  11. Gianvito Pulzone, Un'isola chiamata chitarra - intervista a Mario Gangi, in Guitart no. 2, pagg. 4-7, 1996
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