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Mario Castelnuovo Tedesco
è stato storicamente il capostipite di una folta schiera di compositori
moderni, italiani e non, interessati al nostro strumento. è uno dei compositori
più creativi e poliedrici del nostro secolo.
Nato il 3 aprile 1895 a Firenze, discendente di famiglia ebrea, fin da
fanciullo manifestò precoci e spiccate doti musicali, ereditate forse dalla
madre Noemi Senigaglia. A 10 anni, infatti, compose due brani per
pianoforte, Notturno e Berceuse, che vennero pubblicati su una rivista
giovanile.
In un primo momento i suoi studi musicali furono ostacolati dal padre che,
secondo la tradizione familiare lo voleva banchiere. Mario caparbiamente
continuò lo studio del pianoforte al conservatorio Cherubini di Firenze con il
Mo Edgardo del Valle, e conseguì il diploma nel 1914. Divenne quindi
allievo in composizione di Ildebrando Pizzetti. Castelnuovo Tedesco
studiò con lui inizialmente al Conservatorio di Firenze, ma si diplomò in
seguito a quello di Bologna (allora diretto da Franco Alfano) nel 1918, poco
prima del termine della prima guerra mondiale.
La sua definitiva affermazione artistica si sviluppò negli anni a cavallo tra
le due guerre mondiali. Nel 1924 sposò Clara Forti, da cui ebbe due figli:
Pietro (1925) e Lorenzo (1930). Fu anche apprezzato come interprete, essendo
chiamato ad esibirsi a Villa Savoia alla presenza della regina Elena. In duo con
la cantante Madeleine Grey ricevette un invito per tenere un concerto al
Vittoriale, residenza di Gabriele D'Annunzio. Nell'estate del 1924 conobbe
Giacomo Puccini, che gli mostrò parte della Turandot. Strinse una solida
amicizia con Arturo Toscanini, che diresse in prima assoluta a New York il suo
concerto per violino e orchestra I Profeti. Al festival di Venezia del
1932 conobbe Andrés Segovia, inaugurando così l'inizio delle sue numerose
composizioni per chitarra. Da allora, in un legame durato per oltre 36 anni,
portò alla luce un corpus di opere unico ed assolutamente rilevante: oltre 350
composizioni dalle celebri "Variazioni Attraverso i Secoli op.
71" agli incompiuti "Quaderni, Preludi e Studi".
Nel 1936 a Castiglioncello entrò in contatto con Luigi Pirandello che stava
completando la stesura de I giganti della montagna. La rappresentazione
era prevista nei Giardini di Boboli durante il Maggio musicale fiorentino, ma
l'improvvisa morte dello scrittore lasciò il dramma incompiuto. Il dramma fu
messo in musica da Castelnuovo Tedesco dopo l'inaspettata morte dello scrittore
in segno di omaggio.
Sul finire degli anni '30 la situazione politica cominciò a peggiorare a
causa della promulgazione della legge razziale da parte del governo fascista.
Questo segnò l'inizio di un lungo periodo d'isolamento. Marinuzzi, incurante
dei divieti della politica antisemita, rimise in programma I giganti della
montagna per il Maggio Musicale Fiorentino del 1938, riportando uno
strepitoso successo di pubblico.
Il 13 luglio 1939 l'intera famiglia Castelnuovo Tedesco, partì dal porto di
Trieste per New York, ove stabilì nel 1940. Per interessamento di Toscanini,
Heifetz e Spalding, Mario ottenne subito un contratto dalla casa cinematografica
Metro Goldwin Mayer con la qualifica di compositore di musica da
film, che gli permetterà di assicurarsi una centa tranquillità economica. Allo
scadere del contratto nel 1943, però preferì non rinnovarlo, per lavorare
liberamente, da free lance per varie compagnie cinematografiche a seconda
delle richieste.
Nel 1944 prese parte ad un singolare progetto ideato da Nathaniel Schilkret,
il quale contattò vari compositori per portare a termine la suite Genesi (per
narratore, coro e orchestra) che illustrava i vari episodi della Bibbia. Ad essa
parteciparono Schilkret (Creazione), Toch (Arcoiris), Tansman (Paradiso
terrestre), Milhaud (Caino e Abele), Strawinskij (Torre di Babele), Schoenberg (Chaos).
Castelnuovo Tedesco compose per essa Il Diluvio.
Nel '46 ottenne la cittadinanza statunitense, fatto che indusse Castelnuovo
Tedesco a scrivere un atto di ringraziamento pubblico verso il Paese che lo
aveva ospitato, ma soffrirà poi del dualismo di essere uno straniero in Italia
e un italiano negli Stati Uniti. Gli stessi anni videro il suo esordio
nell'ambito dell'attività didattica in qualità di insegnante di armonia e
composizione.
Nel 1958 ebbe un prestigioso riconoscimento per la sua opera Il mercante di
Venezia (su testo di Shakespeare), che ottenne il 1o premio al
concorso Campari indetto dal teatro La Scala di Milano. Ll'opera in realtà non
venne mai rappresentata a Milano. La sua prima rappresentazione si ebbe nel 1961
a Firenze; lo spettacolo ebbe un ottimo successo di pubblico ma differenti
apprezzamenti da parte della critica.
La sua morte avvenne a Los Angeles (California) il 17 marzo 1968.
Nell'ambito della sua produzione musicale si trovano composizioni per coro,
orchestra, strumento solista e orchestra ed opere teatrali. Il suo contributo
fondamentale dato all'arricchimento del repertorio chitarristico, si compone dei
4 concerti per chitarra e orchestra: Concerto in Re op.99, Serenade op. 118,
Secondo Concerto in Do op. 160, Concerto op. 201 per 2 chitarre e orchestra. La
Serenade op. 118, pubblicata dalla Schott's Söhne di Mainz (Germania), è
purtroppo ancora disponibile solamente nella parte ridotta per pianoforte e
chitarra, pur essendo presente nel catalogo della casa editrice la versione
orchestrale completa. Per chitarra e orchestra esiste anche un altro concerto di
Castelnuovo Tedesco a tutt'oggi inedito per quanto sappiamo: il Capriccio
diabolico op. 85b. Si tratta della trascrizione orchestrale dell'omonima op 65
per chitarra sola.
Vi sono inoltre i numerosissimi brani per chitarra sola, duetti per voce e
chitarra o con il pianofrote, e alcune trascrizioni, molte delle quali ancora
inedite. L'unico suo lavoro incompiuto è un metodo didattico per chitarra,
scritto su invito di Ruggero Chiesa e si concretizzò parzialmente negli Appunti,
Preludi e Studi op. 210. Già Segovia anni prima aveva proposto al
compositore un metodo, ma il progetto non andò oltre la sua ideazione a causa
degli impegni del chitarrista spagnolo. Dell'op 210 sono interamente realizzati
solo il Quaderno I e II, 2 brani del Quaderno III ed un abbozzo di 3 studi
seriali del Quaderno IV.
In senso cronologico, invece, la sua ultima composizione è la Fuga elegiaca per
due chitarre composta in memoria di Ida Presti, che Ronald Purcell (op. cit.)
propone come opus 211.
Oggi la figura di Castelnuovo Tedesco ci appare dunque sempre di più viva ed
attuale. Artista versatile, amante della letteratura: in particolare della
poesia e del teatro, come ci attestano molti suoi lavori . Ad esempio Platero
y yo op. 190 per voce recitante e chitarra fu composto sui 28 poemi di
J.R. Jimenez, premio Nobel per la letteratura nel 1956.
Amò anche il folclore e la pittura: i 24 Caprichos de Goya op. 195 per
chitarra, il compositore sono ispirati alle acqueforti del pittore Francisco
Goya e dedicati al figlio Lorenzo, studente di architettura.
Castelnuovo Tedesco riuscì pure ad affiancare alla sua intensissima
attività di esecutore e compositore anche quella di saggista: collaborò
infatti con le riviste Il Pianoforte, La Critica Musicale,
Musica d'oggi, La Rivista Musicale Italiana. Ci ha
lasciato inoltre numerosi altri scritti tra cui Una vita di musica,
un' autobiografia di ben 737 pagine redatte in tre distinte fasi (1952, '55,
'61) e tuttora inedite.
Lo stile compositivo di Castelnuovo Tedesco rimane comunque lontano da quello
del suo maestro Pizzetti come del resto, dei suoi
contemporanei, anzi potendosi configurare dalla critica proprio come
contraddistinto dalla mancanza di imitazione (cfr Guido Maria Gatti, 2 op. cit).
L'ascendente pizzettiano in Castelnuovo Tedesco viene circoscritto quindi al
ritrovato gusto dell'utilizzazione del coro, (si vedano a tal proposito le sue
composizioni corali: 2 Madrigali a Galatea su testo di Virgilio, Due
canti greci, 2 Laudi, Goccius op. 96, Liberty mother of exiles,
Naaritz'cho, Corale e variazioni, Romancero gitano op. 152, Song of oceanides
op. 171, oltre ai vari cori inseriti all'interno nei suoi melodrammi) e a
quel grande senso etico di bontà e umanità, che rimase a fondamento della sua
concezione estetica.
In più occasioni, Castelnuovo Tedesco manifestò delle riserve nei confronti
della dodecafonia, considerandola inadeguata alla sua ideologia e al suo
linguaggio musicale. L'inizio del capriccio no 15 "Si
sabrá mas el discipulo ?" (dai "24 Caprichos de Goya"
per chitarra op. 195, ed. Bèrben), si basa su una serie dodecafonica iniziale
che viene poi ripresa per moto retrogrado invertito. Non si tratta però in
effetti in effetti di un brano dodecafonico, in quanto al di là della serie non
sono presenti tutti gli altri parametri compositivi tipici della dodecafonia
potrebbe, ma in realtà la serie iniziale si risolve in una forma e in un
linguaggio tradizionale.
Le opere per chitarra possono essere suddivise in tre periodi: dal 1932 al 1939,
primo periodo neoclassico caratterizzato da opere quali il Primo Concerto,
Sonata op.77 (1934), Capriccio diabolico op. 85 (1935), Tarantella
(1936). Il secondo periodo, dal 1940 al 1953, coincide con la sua permanenza
negli Stati Uniti: compone Romancero gitano per coro a 4 voci e chitarra,
lo straordinario Quintetto per quartetto d'archi e chitarra op. 143,
commissionatogli da Segovia per il Quartetto Chigiano di Siena (1950), il Secondo
Concerto per chitarra e orchestra op. 160 (1953) ed il Rondò per
chitarra sola op. 129. Il suo terzo periodo inizia dal 1954, in cui la sua
musica comincia ad essere legata ad elementi di matrice extra-musicale,
attingendo da letteratura, poesia e pittura, alla maniera dei Romantici. Il suo
stile viene rappresentato dai capolavori del ciclo dei 24 pezzi di Platero y
yo op. 190 (1960) per voce recitante e chitarra sola e i 24 Caprichos de
Goya op. 195 (1961). Nei testi di J.C. Jimenez come negli aquarelli di Goya
è sempre l'elemento di contrapposizione e drammatico che affiora.
Mario Castelnuovo Tedesco mosì nel 1968.
Bibliography / Bibliografia:
- Cinzia Ponsillo, Ricordo del grande compositore fiorentino Mario
Castelnuovo Tedesco, in Strumenti e musica no 11 (1995).
- Guido Maria Gatti, Musicisti moderni d'Italia e di fuori,
Bologna, 1920, 11o edizione 1925, pp. 41 52.
- Corazon Otero, "Marío Castelnuovo Tedesco su vida y su obra
para guitarra, Ediciones Musicales Yolotl, Mexico, 1987, pag. 126.
- R. Purcell, "Preface" all'edizione di "Preludio e Fuga
elegiaca," Chanterelle Verlag Edition, 1993, Heidelberg (Germany).
- A. Gilardino, La musica per chitarra nel secolo XX: Italia, in
il "Fronimo" no. 31, (1981).
- A. Gilardino, Alcune osservazioni sulla "Sonata-Omaggio a
Boccherini" di M. Castelnuovo-Tedesco, in il "Fronimo" no.
71, (1991).
- A. Gilardino, Manuale di Storia della chitarra Vol. II, Ed.
Musicali Bèrben, Ancona 1987.
- A. Gilardino, M.Castelnuovo-Tedesco cent'anni dopo: il carteggio
inedited con A. Gilardino, in Seicorde no. 53, Ott. 1995.
- Fabio De Girolamo, Sei corde per sei compositori, in Seicorde
no. 48, Nov.-Dic. 1994.
Opere di M. Castelnuovo-Tedesco per chitarra
- 24 CAPRICHOS DE GOYA Op.195 (4 voll) (1961), Bèrben
- 3 PRELUDI MEDITERRANEI Op.176 (1955), Forlivesi
- APPUNTI Op.210 (4 voll) (1968), Suvini Zerboni
- ARANCI IN FIORE Op.87b (1936), Ricordi
- BALLATA DALL'ESILIO Op.R180a (su testo di G.Cavalcanti), Bèrben
- CAPRICCIO DIABOLICO (Omaggio a Paganini) Op.85a (1935), Ricordi
- CAPRICCIO DIABOLICO (Omaggio a Paganini) Op.85b (guit,Orch) (1945), Ricordi
- CONCERTO IN D Op.99 (chit,orch) (1939) Schott
- CONCERTO Op.201 (2 chit,orch) (1962) Bèrben
- ECLOGUES Op.206 (fl,cor-in,chit) (1966) General Music
- ESCARRAMAN Op.177 (1955) Bèrben, Ricordi
- FANTASIA Op.145 (pno,chit) (1950) Schott
- FUGA ELEGIACA Op.R210a (2 chit) (1967), Chanterelle, Guitar Review
- GREETING CARDS Op.170:
- N. 5 TONADILLA (1954), Schott
- N. 6 RONDEL (1954), Bote & Bock
- N. 7 PRELUDIO (1954), Forlivesi
- N.10 TANKA (1955), Armonia, Farfisa
- N.14 NINNA NANNA (1957) Forlivesi
- N.15 CANTO DELLE AZORRE (1957), Forlivesi
- N.33 CANZONE SICILIANA (1962), Bèrben
- N.34 BALLATELLA (1963), Farfisa
- N.36 SARABANDE (1964), Farfisa
- N.37 ROMANZA (1964), Farfisa
- N.38 HOMAGE A PURCELL (1966), Bèrben
- N.39 CANCIÒN CUBANA (1965), Bèrben
- N.40 CANCIÒN VENEZUELANA (1966), Bèrben
- N.41 CANCIÒN ARGENTINA (1966), Bèrben
- N.42 ESTUDIO (1966), Bèrben
- N.43 ARIA DA CHIESA (1967), Bèrben
- N.44 BRASILEIRA (1967), Bèrben
- N.46 JAPANESE PRINT (1967), Bèrben
- N.47 VOLO D'ANGELI (1967), Bèrben
- N.48 CANZONE CALABRESE (1967), Bèrben
- N.50 TARANTELLA CAMPANA (167), Bèrben
- LES GUITARES BIEN TEMPÈRÉES Op.199 (4 voll) (2 chit), Bruzzichelli
- NARANJOS EN FLOR [ARANCI IN FIORE], Ricordi
- PASSACAGLIA (Omaggio a Roncalli) Op.180 (1956), Bèrben
- PLATERO Y YO Op.190 (4 voll) (voce-r,guit) (1960), Bèrben
- PLATERO Y YO Op.190 (parziale) (voce-r,guit) (1960), Ricordi
- QUINTETTO Op.143 (guit,string-quart) (1950), Schott
- ROMANCERO GITANO Op.152 (text by F.Garcia Lorca) (chor,guit), Bote &
Bock
- RONDO Op.129 (1946), Schott
- SECONDO CONCERTO IN C Op.160 (chit,orch) (1953), Schott
- SÉRÉNADE Op.118 (chit,orch) (1942/43), Schott
- SONATA (Omaggio a Boccherini) Op.77 (1934) Schott
- SONATINA CANONICA Op.196 (2 guit) (1961), Max Eschig
- SONATINA Op.205 (fl,chit) (1965), Max Eschig
- SUITE Op.133 (1947), Schott
- TARANTELLA Op.87a (1936), Ricordi
- THE DIVAN OF MOSES-IBN-EZRA Op.207 (voce,guit) (1966), Bèrben
- TRE PRELUDI AL CIRCEO Op.194 (1961), Farfisa
- VARIATIONS PLAISANTES SUR UN PETIT AIR POPULAIRE Op.95, Bèrben
- VARIAZIONI (attraverso i secoli...) Op.71 (1932), Schott
- VOGELWEIDE Op.186 (bar, guit) (1959), Bèrben
Trascrizioni per chitarra:
- Claude Debussy: Minstrels (dal piano)
- Maurice Ravel: Pavane pour une enfante défunte (dal piano)
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