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Mario Barbieri non fu un chitarrista di formazione, ma studiò composizione a Napoli sotto la guida di Camillo De Nardis e Giuseppe Martucci. Qui studiò anche direzione d'orchestra. Dopo l'apprendistato insegnò per un lungo tempo armonia, contrappunto e composizione al Conservatorio di Genoa. Il suo amore per la chitarra classica fu lungo e duraturo, (mediato, sembra, attraverso la grazia della chitarrista Eli Tagore, nipote del poeta indiano). Oggi il suo nome è ricordato per lo più grazie alle sue opere per chitarra. Tra le sue opere la piùnota è La Serra (edita da F. Orsolino ma precedentemente dedicata ad Eli Tagore). Si tratta di un cicle di 7 Preludi, tutti graziosamente composti, racanti titoli di fiori in italiano ed in un caso in latino (Myosotis alpestris, Viola del pensiero gigante, Ciclamino di Persia, Orchidea, Mimosa pudica sensitiva). Nella parte del secondo preludio ci sono alcune aggiunte per la chitarre a sette corde, ma è probabile che siano state aggiunte dal revisore. degne di menzione sono invece il suo quasi
sconosciuto Concerto nello stile antico, una Fantasia da concerto
(per chitarra e orchestra d'archi) ed la Suite pittoresca (per chitarra e
13 strumenti) del 1956, recentemente riscoperta (tutte queste opere sono ancora
inedite). Opere per chitarraConcerto nello stile antico, inedited Bibliografia
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