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Luigi Moretti

(XIX secolo)

un chitarrista nobile e poco conosciuto, fratello di Federico

Luigi Moretti risulta a tutt'oggi una figura del panorama chitarristico del primo Ottocento poco conosciuta. Le notizie biografiche sono scarse: fratello del più noto Federico Moretti, come risulta chiaramente dal frontespizio di una sua opera, non si hanno attualmente riscontri di una nascita e presenza a Napoli nei primi anni di vita, piuttosto di una sua attività compositiva presso vari editori milanesi, nei primi anni del secolo, principalmente Giovanni Ricordi, ma anche Antonio Monzino e Luigi Scotti, il che lascia intendere una sua presenza nella città lombarda, e nell'Italia settentrionale in genere, almeno fino al 1812-1814. L'unica documentazione su cui si può ragionevolmente fare affidamento sono le opere finora rinvenute, e soltanto seguendo un itinerario editoriale delle sue composizioni possiamo tracciare, seppur a grandi linee, le mosse di una sua vita musicale.

Dal confronto di alcune edizioni parigine, a partire dalla terza decade dell'Ottocento, si può presumere che Luigi Moretti si fosse recato successivamente in Francia, analogamente a tanti altri musicisti italiani suoi contemporanei, soggiornando per un certo periodo nella regione della Guascogna: l'informazione è dedotta sempre dall'analisi di alcune sue opere a stampa, in cui si legge appunto la dicitura "y Gascon", oltre che l'appellativo di Conte, Cavaliere e Commendatore, che testimonia una sua discendenza nobiliare, similmente al fratello Federico. Infatti Luigi vantava il titolo di "Commendatore dell'Ordine di S.Stefano di Toscana", e di "Cavaliere dell'Ordine di Carlo III". Era inoltre "Illustre Accademico Filarmonico di Bologna".

È dedicatario delle Variazioni Op.112 per chitarra di Mauro Giuliani (veid Biografia) e di una Fantasia per chitarra Op.1 di Giuditta Frotta. Analizzando la sua produzione strumentale, poco più di una ventina di composizioni, possiamo constatare un interesse verso la chitarra intesa in ambito cameristico: ampio infatti il numero delle composizioni per violino o flauto e chitarra, come il Gran Duetto Op.9, ed i Duetti Op.17 e 18; per organici strumentali più insoliti, risultano due Trii Op.13 e 14, per chitarra, violino e corno, ed un importante Quintetto Op.16, per chitarra, due violini, corno e violoncello. Ricordiamo inoltre dei Duetti per due chitarre, senza numero d'opera, pubblicati da Ricordi intorno al 1810, e Sei Cavatine Op.21, per soprano e chitarra, attualmente il lavoro finora rinvenuto con il più alto numero d'opera. Per chitarra sola furono edite delle Variazioni Op.7 e 8, ed una interessante Sonata Op.11. Molte infine le riduzioni per voce e chitarra, e per chitarra sola, di arie tratte da operisti italiani e stranieri, alcune pubblicate sempre da Ricordi verso il 1810, altre giacenti manoscritte presso varie biblioteche. Per l'editore Giovanni Pacini di Parigi, Moretti pubblicò alcuni Duetti per chitarra e pianoforte, senza umero d'opera, una Corrente per chitarra sola, sempre priva di numero d'opera, ed alcuni lavori per pianoforte, e per canto e pianoforte.

Opere di L. Moretti

Nota bibliografica

Franco Poselli, Federico Moretti e il suo ruolo nella storia della chitarra in il Fronimo n.4, p. 11-19.