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Giuseppe Malerbi

(1771-1849)

canonico e compositore di musica strumentale

G. Malerbi

I due fratelli Giuseppe e Luigi Malerbi, entrambi compositori e canonici vissero a Lugo, in Romagna, una città dello Stato pontificio tra le più fiorenti per iniziative culturali e musicali dell'epoca. Don Giuseppe Malerbi (1771-1849), si formò alla scuola di Giovanni Battista Vitali e probabilmente anche con Padre Mattei di Bologna. Nel 1804 era compositore delle foresteria all'Accademia filarmonica di Bologna e, più tardi, fu anche Accademico di Santa Cecilia in Roma. Fu buon organista, eccellente contrappuntista, maestro di cappella; nella sua casa fondò una scuola ove si eseguiva musica sacra e da camera, e ci si dedicava allo studio della composizione e del canto.

E' in questo ambiente culturale che Gioachino Rossini iniziò ad accostarsi alla musica e fu proprio Giuseppe Malerbi uno dei suoi primi insegnanti, tra il 1802 e il 1804. Il giovane Rossini frequentava quotidianamente la casa dci due canonici per esercitarsi alla spinetta, componeva le sue prime opere di musica sacra. Malerbi, ebbe tra i suoi allievi anche il celebre sopranista Velluti, Angelo Barbieri o Domenico Ghinassi, Antonio Brunetti e Ignazio Assali.

La sua opera si è conservata nella maggior parte manoscritta, ma ebbe vasta eco e notorietà, tanto che nel 1805, in San Petronio a Bologna, durante la cerimonia d'incoronazione di Napoleone quale re d'Italia, venne eseguito il suo Te Deum per orchestra sotto la sua direzione.

Giuseppe Malerbi rimane legato alla grande tradizione della musica contrappuntistica e la sua produzione artistica, assai vasta e tuttora nell'oblìo, utilizza principalmente uno stile 'severo'. E' degno di menzione il fatto che, proprio mentre il melodramma romantico riscuoteva il suo maggiore successo, la tradizione musicale italiana manteneva vivo un repertorio strumentale di indubbio valore.

Il nome di Malerbi ci è noto per un Concerto in Re maggiore per chitarra ed orchestra per 2 oboi, 2 corni, chitarra, 2 violini, viole, violoncelli e contrabbassi, ove la chitarra è usata in forma concertante. Lo strumento utilizzato è già la moderna chitarra francese a sei corde, che stava gradualmente all'epoca soppiantando la lunga tradizione della guitarra española a cinque cori. Il concerto è diviso in Allegro di 124 battute con una cadenza, Andante sostenuto di 60 battute, ed il Rondo' - Allegro spiccato di 129 battute, tutti senza ritornelli.

Produzione con chitarra nota di Giuseppe Malerbi

Il manoscritto del Concerto per chitarra e orchestra è conservato alla Biblioteca Comunale di Lugo "F. Trisi", nel Fondo Malerbi, MS A 431, e si intitola: "Concerto [con] chitarra franc.se obbligata con strumenti di G.M. Acc. Fil. Per Sig.a Cosma Pignocchi".

Nota Bibliografica