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Gabriello Melia

(XIX secolo)

Chitarrista e compositore romano del primo Ottocento

Il nome di Gabriello Melia è legato storicamente a quella generazione di chitarristi-compositori che animarono la vita musicale del primo Ottocento in Italia, ma che non ebbero la capacità, o la fortuna, di condurre un'attività musicale tale da mantenere vivo un interesse attorno al loro operato, nei decenni che seguirono. Tra i tanti Melia è certamente la figura che dimostra più solide basi musicali, oltre ad una discreta perizia strumentale; purtroppo non esiste studioso che si sia finora dedicato ad approfondire il suo profilo artistico, tanto che risulta ancor oggi un musicista praticamente sconosciuto.

La Raccolta di Opere pubblicata delle edizioni Ottocento comprende tutte le opere a stampa con chitarra rinvenute, dopo un lungo e meticoloso lavoro di ricerca, presso le biblioteche italiane e straniere, al fine di offrire un quadro il più possibile esauriente della sua produzione compositiva dei primi decenni del XIX secolo. Inoltre vengono fornite le poche informazioni riguardanti la sua vita ed attività musicale.

Nato molto probabilmente a Roma nell'ultimo decennio del 1700, Melia operò, fin dai primi passi della sua carriera di musicista, in questa città, risiedendo per molti anni in via de' Sediari al numero 76, una piccola strada al centro della città, tuttora esistente, la stessa dei suoi principali editori Ratti e Cencetti. È ragionevole ritenere che Melia non sviluppò la sua attività altrove, mantenendo salde relazioni con l'ambiente cittadino: questo si può, con una buona attendibilità, desumere dalle dediche delle composizioni ritrovate, rivolte ai vari nobili e diplomatici del tempo, che testimoniano il suo buon rapporto con l'apparato aristocratico romano.

Anche l'attività di didatta è più o meno deducibile, sempre analizzando le dediche ad alcuni suoi allievi di strumento: si può evincere che Melia diffuse intensamente la chitarra ed il suo repertorio a Roma, durante i primi decenni del XIX secolo.

Analogamente sul piano concertistico non si hanno documentazioni sufficienti: l'unica testimonianza in tal senso è una sua partecipazione nel 1818 ad una Accademia presso la residenza di Gaetano Zocca, un violista che lavorò per molto tempo al Teatro San Moisè di Venezia, e presente in quel periodo a Roma; l'annuncio dell'Accademia, apparso sulle "Notizie del giorno" di un giornale locale, è significativo per poter affermare che Melia sia stato uno dei principali artefici della chitarra nella città, almeno fino al 1830. A Roma comunque non si riscontrava un clima favorevole allo strumento: ricordiamo che Mauro Giuliani, presente nella città al 1819 al 1823, con il quale non è escluso che Melia possa avere avuto Intatti, incontrò non poche difficoltà a svolgere una sua attività musicale, esibendosi in concerto soltanto due volte. Non si annoverano altre presenze di chitarristi di rilievo, se non quella di Giuseppe Alfredo Boccomini, soggiornante a Roma dal 1810 al 1820 circa, del quale non si conservano esatte notizie biografiche a riguardo.

Tutte le informazioni su Melia possono racchiudersi in queste sole ipotesi, seppur realistiche, e le uniche fonti sono pertanto le sue composizioni a stampa, edite a Roma tra 1822 e il 1834.

Da un'analisi accurata emerge un artista di solida preparazione, il cui stile, ispirato inevitabilmente alla tradizione bel-cantistica italiana, riserva delle caratteristiche di indubbia originalità; pur nelle forme strumentali consuete del periodo, Melia fa un uso sapiente della scrittura chitarristica, in sé avanzata e rigorosa delle parti. Questo è evidente in maggior misura nelle ultime opere, le quali si arricchiscono di elementi virtuosistici di sicuro effetto musicale.
Seguendo il suo corso editoriale, a partire dal 1835 nessun'altra composizione venne pubblicata, per cui si può desumere un suo graduale ritiro dalla vita musicale pubblica, ed una sua scomparsa, molto probabilmente verso la fine della quarta decade dell'Ottocento.

La catalogazione delle opere

L'impossibilità di una completa catalogazione delle composizioni di Gabriello Melia, non ci limita dall'esporre altre necessarie osservazioni sulla sua produzione per chitarra. In primo luogo è pensabile che i lavori con i numeri d'opera mancanti fossero stati pubblicati sempre da editori romani: tra questi quasi sicuramente sono da escludere Ratti e Cencetti, dato che i cataloghi del tempo non riportano altri titoli dell'autore.

Presumibilmente delle opere furono stampate, con una distribuzione limitata e locale, da Pietro Piale, forse proprio le prime composizioni, o da Piale e Martorelli, nel breve periodo della loro attività: purtroppo non si è in presenza di riscontri oggettivi. È anche ipotizzabile che alcune composizioni non ebbero alcun esito editoriale.

In riferimento al Duetto Op.15, pubblicato da Ratti e Cencetti nel 1834, con numero editoriale 451, nel frontespizio non compare il numero d'opera, ma si tratta con ogni probabilità del numero 15, dato che il successivo numero editoriale 452 corrisponde al Duetto Op.16. Un'altra irregolarità di tipo editoriale è la presenza del numero d'opera 7 in due distinte composizioni.

Alla Biblioteca del Conservatorio di Milano sono inoltre conservate manoscritte delle Canzonette per voce e chitarra, al cui frontespizio si legge il nome di "Gabriele Melia". Non siamo riusciti ad identificare una corrispondente edizione a stampa.

 

da "Gabriello Melia - RACCOLTA DI OPERE" di Massimo Agostinelli, Francesco Gatti, Giampiero Latini, Fabio Rossini, Ottocento edizioni Musicali, Ancona, 1995.

Catalogo delle opere a stampa di Gabriello Melia

Titolo opus n° Organico Editore Anno
Gran Sonata - chitarra Piale 1813-18
Tema con 6 variazioni 3 chitarra Ratti e Cencetti ~1822
Sonata e Rondò facile 6 chitarra Ratti e Cencetti ~1823
Due Arie di Rossini 7 chitarra Ratti e Cencetti ~1824
Tema con 10 variazioni 7 chitarra Piale e Martorelli ~1813
Sei variazioni facili 8 chitarra Ratti e Cencetti ~1824
Grande pot pourri 9 chitarra Ratti e Cencetti ~1825
Tema con 6 variazioni 10 chitarra Ratti e Cencetti ~1825
Pot pourri facile 11 chitarra Ratti e Cencetti ~1826
Tema con 6 variazioni 12 chitarra Ratti e Cencetti ~1827
Duetto 15 due voci e chitarra Ratti e Cencetti ~1834
Duetto 16 due voci e chitarra Ratti e Cencetti ~1834

 

Altre composizioni manoscritte

Titolo Organico Sede
Canzonette voce e chitarra Bibl. Conservatorio "G.Verdi" (Milano)