Just Classical Guitar Club

il club degli amanti della chitarra con corde di nylon

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Toto Amici

(1864?-1934)

il chitarrista romano più popolare della sua epoca

Toto AmiciIl romano Antonio Amici (noto con lo pseudonimo di “Toto”) fu un popolare chitarrista nella capitale italiana dall’ultimo decennio dell’800; successivamente le sue esibizioni alla corte dello Zar di Russia sono rimaste leggendarie fino agli Anni ’50, ovvero molti anni dopo la sua morte.

Rimase celbre per le sue interpretazioni di trascrizioni e l’accompagnamento di celebrati cantanti al pianoforte come alla chitarra, ha lasciato, caso quasi unico tra i chitarristi italiani, un notevole corpus di incisioni discografiche a partire dagli Anni Dieci del secolo scorso, effettuate in Russia e in Inghilterra. Suonava con una chitarra Guadagnini con 1 basso aggiunto, utilizzando la tecnica di Tarrega, del quale pare sia stato allievo, forse durante la permanenza del maestro spagnolo in Italia.

La sua biografia è per molti aspetti ancora lacunosa, fatto dovuto anche alla sua reticenza di scrivere su se stesso.

Antonio Amici nacque da una famiglia di  musicisti, alquanto agiata.

Essendo allievo di Costantino Bertucci (1841-1931), un distinto mandolinista e chitarrista-compositore, Antonio iniziò a girare in tenera età a suonare come chitarrista con l’orchestre a plettro romana. La sua prime esibizione pubblica nota risulta quando suonò in un “doppio quartetto a plettro” al Trocadero in occasione dell’Exposition Universelle (Parigi, 1878). Questo rappresentò storicamente uno dei primi esempi di “trasferimento a distanza di musica strumentale per transfer telefonico, essendo rimbalzato dal Trocadero a Versailles” (cfr. Bone, The Guitar & Mandolin, p. 36).

La specialità di Amici fu senz’altro l’accompagnamento di cantanti, un’attività che gli offrì molte possibilità di essere ascoltato in concerti: non bisogna dimenticare che Toto fu anche un ottimo pianista accompagnatore, veste nella quale abbiamo una testimonianza di un suo audizione privata a Giuseppe Verdi, pochi anni prima della sua scomparsa, quale accompagnatore del giovane soprano Lina Cavalieri.Toto Amici, 1913 particolare dell'immagine con Titta Ruffo (Fiuggi)

In questo ruolo, Amici viaggiò in tutta Europa: oltre alla Russia, abbiamo notizie dei suoi concerti in Inghilterra e Francia, e notizia un di un viaggio negli Stati Uniti, anche se di questo non abbiamo ancora una prova diretta.

Antonio Amici, detto Toto, scrisse un interessantissimo articolo di carattere autobiografico, apparso su un popolare quotidiano italiano nel gennaio 1934 , pochi mesi prima della sua scomparsa, che getta luce sulla condizione del musicista nella Russia pre-rivoluzionaria.

Sono noti un suo brano originale, Barcarola in re minore, pubblicato postumo da La Chitarre e una trascrizione della mazurca Giuseppina, dalla collezione di Luigi Mozzani, entrambi per chitarra con basso aggiunto in Re.

Morì il 30 dicembre del 1934, e fu sepolto al cimitero romano del Verano, nella tomba Spinetti: il registro originale con la data di arrivo della salma il 1 gennaio 1935, riporta l'età di 72 anni, che farebbe antecedera la data di nascita dal 1864 (come riportato dallo Schidl e dagli altri dizionari e pubblicazioni dell'epoca) a uno o due anni prima.

Nota bibliografica

  1. Benvenuto Terzi, Dizionario dei chitarristi e liutai italiani, Ed. La chitarra, Bologna 1937.
  2. Pjotr Agafoshin, Novoe o gitare (Novità sulla chitarra), Mosca 1928, 58 pp.
  3. Marco Bazzotti, Toto Amici, Antonio Dominici e i rapporti chitarristici tra Italia e Russia, in Romolo Ferrari e la chitarra in Italia nella prima metà del Novecento, pp. 213-232, Mucchi Editore, Modena, 2009